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INTERVISTE

leggi anche:

- Claudio Cosentino - (scenografo)

- Luciano Tovoli - (direttore della fotografia)

- Claudio Simonetti - (compositore)

- Marta Gastini- (attrice - protagonista)

 

 

DRACULA 3D

Regia di
Dario Argento

 

Intervista a Stefano Piani e Antonio Tentori

(co-sceneggiatori)

 

Come siete stati coinvolti nel progetto?

A.T.: Sono stato il tramite tra uno dei produttori, Gianni Paolucci (con cui ho lavorato in diversi film di Bruno Mattei) e Dario Argento. Ci siamo incontrati ed è stata proposto a Dario di realizzare una versione di Dracula da girare in 3D. Dario ha accettato e in seguito, con Stefano Piani, abbiamo cominciato a scrivere.

S.P.: Ho conosciuto Dario un paio di anni fa quando abbiamo lavorato insieme a un progetto per la televisione che poi, come spesso succede, non è mai partito. Quando è comparsa all’orizzonte l’idea di realizzare un film da “Dracula”, Dario mi ha chiesto se volevo scriverlo insieme a lui e ad Antonio Tentori; offerta che, ovviamente, ho accettato subito. Ci siamo riletti il romanzo e abbiamo iniziato a preparare il soggetto.

Antonio, dopo tanti anni e tanti altri lavori con alcuni dei più grandi del cinema horror italiano (Fulci, Mattei, D’Amato), sei riuscito finalmente a lavorare insieme anche a Dario Argento. Quanto è importante per te questa collaborazione?

A.T.: Lavorare con Dario è stata un’esperienza unica e fondamentale. Il grande onore e la grande responsabilità di scrivere con e per un maestro come lui. Conosco Dario da molti anni, ma questa è la prima volta che lavoro insieme a lui. Con Dario si respira un’aria adrenalinica, ti comunica un desiderio di inventare sempre situazioni nuove, di spingersi oltre le strade consolidate del genere stesso, di non accontentarsi mai, ma di trovare soluzioni più stimolanti, più incisive, più forti. Grazie a lui, credo che Stefano Piani e io abbiamo dato il meglio di noi.

Stefano, questo è il tuo primo grande lavoro in un progetto così importante dopo diversi film per la televisione. Quanto è importante per te la collaborazione con un Maestro come Dario Argento?

S.P.: Argento è da sempre uno dei miei maestri. Ho visto per la prima volta “Suspiria” al mare, in un cinema all’aperto con i pipistrelli che mi svolazzavano sulla testa – giuro - quando avevo 12 anni ed è stata un’autentica folgorazione. Poi ho cercato anche tutti gli altri suoi film. Basti dire che il primo film vietato ai minori di 14 anni che ho visto al cinema è stato “Inferno” e il primo vietato ai 18 “Tenebre”. Per vedere “Phenomena” il giorno in cui è uscito, sono andato fino a Bologna in motorino – 50 Km. ad andare e altrettanti per tornare – ma ne è valsa la pena. Ancora oggi è uno dei miei film preferiti. E’ anche merito di Dario se ho deciso di fare lo sceneggiatore e lavorare con lui è stata la realizzazione di un sogno che avevo fin da ragazzo.

Quali sono le principali differenze con il romanzo di Bram Stoker?

A.T.: Rispetto al romanzo di Stoker la nostra sceneggiatura è al tempo stesso fedele e diversa. Fedele perché, in linea di massima, la storia è quella, così come i personaggi principali. Alcuni sono stati reinterpretati, come Renfield, altri sono rimasti sostanzialmente uguali a come sono nell’opera di Stoker. Diversa perché sono stati inseriti elementi e personaggi nuovi, alcuni completamente inediti. L’idea è stata quella di rendere il romanzo di Stoker il più argentiano possibile. Quindi, anche se la vicenda è in costume come da tradizione, vi appaiono tematiche e momenti puramente argentiani, che i fan si potranno divertire a scoprire.

Molti fan hanno criticato la scelta di Argento di riproporre per l’ennesima volta sullo schermo la storia di Dracula. A parte lo stile di Argento, che è unico, cos’altro avete cercato di fare, insieme a lui, per differenziare questo film dai vari Dracula del passato?

S.P. Quello che abbiamo cercato di fare fin dall’inizio è un film moderno e visionario che, però, fosse saldamente ancorato al mito di Dracula così come ci è stato tramandato attraverso centinaia di film.

A.T.: E’ un Dracula diverso da tutti gli altri per vari motivi. Innanzitutto perché porta lo stile inconfondibile di Argento, poi per il 3D. Ma anche perché presenta idee e modi di affrontare il mito vampirico del tutto diversi, non stereotipati. E’ un Dracula classico, sotto certi aspetti, ma è anche un Dracula che sa essere romantico e sanguinario. Un vero mostro, in tutti i sensi.

Dracula è uno dei primissimi film in Italia ad essere girato in 3D. Nella stesura della sceneggiatura avete dovuto tenere in considerazione l’utilizzo di questa tecnica in alcune scene e quindi nella descrizione delle stesse?

Sapevamo, fin da quando abbiamo iniziato a scrivere il soggetto, che il film sarebbe stato girato in 3D, quindi molte delle scene che abbiamo scritto sono state pensate proprio in funzione dell’impiego di questa straordinaria innovazione tecnica. Il 3D è parte integrante del film, non un di più.

Nella stesura della sceneggiatura ha partecipato anche Argento o ha solo fatto una revisione con delle modifiche una volta completata?

A.T.: Dario ha partecipato attivamente alla sceneggiatura dall’inizio, scrivendo e ideando alcune delle più importanti parti della storia. Ci siamo visti molto spesso, per mesi, per parlare e discutere tutti i punti della sceneggiatura, analizzandone tutti gli aspetti fino a trovare quello che cercavamo. Una delle idee più belle e più originali di Dracula è soltanto sua.

(a cura di Lorenzo Ricciardi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 
 
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