Intervista
a Marco Werba,
compositore ed esecutore della colonna sonora di
"Giallo".

Come nasce questa importante
collaborazione con Dario Argento?
Ero in contatto con il produttore americano Richard
Rionda Del Castro per un altro film in pre-produzione,
e lui mi ha chiesto di inviargli per e-mail alcune
musiche per film thriller. Gli ho inviato diversi
brani che avevo scritto per “Darkness surrounds
Roberta” e “Colour from the dark”, e lui mi ha detto
che era in post-produzione con un film di Dario
Argento. Non era mia intenzione prendere il posto
dell’amico Claudio Simonetti (che conosco da anni
e di cui rispetto il sodalizio artistico con Argento),
ma una serie di fortunate coincidenze hanno portato
alla mia candidatura. Il produttore ha parlato di
me ad Argento e lui, dopo aver ascoltato alcuni
miei CD, ha accettato la collaborazione.
Qual è il genere di musica per il quale
si sente più portato?
In questi ultimi anni ho messo a punto uno stile
di orchestrazione più vicino al cinema “spettacolare”
statunitense che non a quello “intimista” europeo.
La mia prima colonna sonora (“Zoo” di Cristina Comencini,
con Asia Argento) era invece molto delicata e fiabesca.
Con questa musica ho vinto il Premio “Colonna Sonora”
dell’Ente dello Spettacolo).
Negli ultimi tre anni, mi sono specializzato nel
genere thriller/horror. La collaborazione più interessante
è stata quella con Ivan Zuccon. Il film “Colour
from the dark” (tratto da un racconto di Lovecraft)
è davvero un film horror molto raffinato, con degli
effetti ottici di ottimo livello e degli attori
molto bravi.
Conosceva già Argento o lo ha incontrato
per la prima volta in occasione di questo film?
Conoscevo già Dario. Lo aveva incontrato sul set
di “Zoo” e in qualche altra occasione.
Per il film “La Chiesa” di Michele Soavi, prodotto
da Dario Argento, mi ero proposto per le musiche,
ma lui aveva già scelto altri compositori e gruppi
rock.
Quanto tempo ha impiegato per comporre,
orchestrare e incidere le musiche di “Giallo”?
Ho avuto a disposizione meno di tre settimane per
scrivere, orchestrare ed incidere le musiche del
film. E’ stato il lavoro più impegnativo che abbia
fatto finora.
Dario voleva molta musica. Aveva già messo delle
“temp-tracks” provvisorie con alcuni brani di repertorio
per indicare i punti esatti in cui voleva gli interventi
musicali.
In alcune sequenze ho proposto delle soluzioni musicali
diverse. Ad esempio in una scena in cui la protagonista
è sotto la doccia ho preferito lasciare qualche
secondo di silenzio ed iniziare la musica solo
quando si intravede l’attrice. Il silenzio è molto
importante. A volte, per valorizzare una musica
è necessario lasciare qualche attimo di pausa usando
solo gli effetti sonori. In un thriller il silenzio
può fare più paura della musica.
Argento ha seguito personalmente le fasi
della registrazione dello score?
Abbiamo inciso le musiche a Sofia, con la Bulgarian
Symphony Orchestra “Sif 309”,(con la quale avevo
gia lavorato per il film in uscita “Amore e libertà,
Masaniello”).
Siamo partiti con Dario insieme al tecnico audio
Marco Streccioni, e lui ha seguito tutte le fasi
della registrazione. Siamo poi tornati a Roma
ed abbiamo missato le musiche presso lo studio
“Forum Music Village”.
Argento ha espresso un giudizio su questo
suo lavoro?
Dario è rimasto molto contento del lavoro che
ho fatto.
Adesso è in partenza per gli Stati Uniti e monterà
le musiche a Los Angeles con un montatore americano.
Ha avuto modo di vedere il film “Giallo”
per intero? Cosa ne pensa?
Certo. L’ho visto varie volte. Come Lei saprà,
quando si scrive la musica di un film, la fase
più delicata è quella del sincronismo con le immagini.
Insieme al mio collaboratore Guido Zen, abbiamo
sincronizzato le musiche con le varie scene. Il
film è molto bello e l’attore Adrien Brody è fantastico.
Non posso dire altro.
Prima di lei i Goblin, Simonetti, Emerson,
Morricone, Donaggio: sente in qualche modo il
peso di questo passato musicale, così importante
e determinante non solo per i film di Argento,
ma per la musica italiana?
Certo. Ho proposto a Dario una musica orchestrale
sinfonica vicina a quella di Bernard Herrmann
per i film di Hitchcock e a quella dell’amico
Pino Donaggio per i film di Brian De Palma. Lui
ha accettato con entusiasmo. Per questo film,
una musica stile “Goblin” non mi sembrava appropriata.
E’ un thriller “classico” e necessitava di una
musica sinfonica.
Ho comunque cercato di variare lo stile musicale
dei vari interventi musicali, introducendo elementi
nuovi.
Per esempio?
In una sequenza ho usato un flauto, in un’altra
un basso elettronico mescolato con i contrabbassi,
in una scena di inseguimento,ho introdotto un
accompagnamento ritmico con il triangolo etc.
Avevo anche inciso il suono di un coltello ed
alcune voci, ma Dario ha preferito non usarle.
Ha tenuto solo una voce femminile “sospirata”.
Ci sono comunque alcuni cori “campionati” che
aggiungono un particolare “feeling” alla musica.
Come ha appreso e come ha reagito alla
notizia di essere stato ingaggiato da un maestro
del cinema come Argento?
Sono rimasto sorpreso. Non me l’aspettavo! Non
ho neanche avuto il tempo di rendermene conto.
Mi sono subito messo al lavoro sulle musiche.
Il primo tema che ho scritto è stato “Giallo’s
theme”, che si sente in alcune sequenze del film
e nei titoli di coda. Per i titoli di testa e
le prime scene ho scritto un altro tema. Ci sono
poi altre cellule tematiche per i flashback ed
i momenti piu “intimi” e varie musiche di tensione
per le scene di paura.
Come valuta questa esperienza?
La collaborazione con Dario argento è stata emozionante.
E’ una persona molto intuitiva e capisce al volo
se una musica funziona o meno con una scena.
Sono molto contento di aver lavorato sulle musiche
del suo film. Adesso spero che uscirà il CD con
la colonna sonora!
(g.a.)
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