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INTERVISTA A CLIVE RICHE

Artista eclettico e personaggio volutamente sopra le righe, Clive Riche approda nell’universo argentiano, interpretando l’inquietante ruolo di un adepto di Mater Lacrimarum che indossa un cappotto e che miete vittime con spietata e lucida follia. Forse uno dei personaggi più interessanti dell’ultimo lavoro di Argento. Clive ci ha rilasciato una intervista piuttosto bizzarra. Per certi versi anche divertente. In linea con la sua stravagante e incontenibile personalità.

Clive, c'è qualche ragione in particolare che può aver spinto Argento a sceglierti per il ruolo del killer col cappotto, nel film “La terza madre”?
“Mettiamola così. Io sono una specie di Angelo. Un attore e anche un musicista. C'è in me questo duplice aspetto artistico ed espressivo. Anche Satana era, non dimentichiamolo, un angelo. E anche lui ha avuto sempre questa doppia natura. Così noi non dobbiamo farci confondere dall’apparenza delle cose, ma comprendere fino in fondo dove il disegno divino vuole arrivare e portarci. Dario Argento è, per me, una sorta di grande Maestro del Cosmo. Una specie di mago che riesce a coniugare e a trasformare, una serie di pensieri, di impulsi e di sensazioni, in immagini. Dario mi ha affidato questo ruolo perché è una persona che vuole portare avanti bene, e fino in fondo, questa sua Missione, il suo progetto cinematografico. Il fatto che io canti e che reciti sono piccoli, quasi irrilevanti, tasselli funzionali ad un suo più grande e complesso progetto”.

Come è stato il tuo rapporto con Argento, durante la lavorazione del film?
“Quando ho cominciato a lavorare con Dario mi sono completamente rimesso alla sua volontà di regista. Sono stato semplicemente il "materiale" per la sua creazione cinematografica, niente di più. Lui è un vero maestro e, credo, che dagli attori non pretenda altro che questo. E' stata un’esperienza che mi ha insegnato moltissimo. Ho cercato di aprire e di rendere semplicemente la mia mente ricettiva al suo genio artistico. Liberandola da qualsiasi preconcetto.”

Raccontaci qual era l’atmosfera che si respirava sul set de “La terza madre”.
“Credo che sia nata una grossa energia fra tutti noi sul set, attori, tecnici, collaboratori E, naturalmente, con Dario. Ma non solo durante le riprese. Infatti, il mio apporto è continuato anche fuori dal set, visto che ho lavorato con Claudio Simonetti per tutte quelle parti della colonna sonora che riguardano il personaggio che interpreto. Credo sia stata una esperienza che va oltre ogni aspetto spazio-temporale, qualcosa che supera il contingente, per proiettarsi nel futuro”.

Torniamo al tuo ruolo nel film. C'è una idea di base o una particolare emozione da cui cercavi di partire per calarti in questo strano personaggio, che uccide e tortura con una freddezza ed una determinazione, davvero disturbanti?
“Per spiegarlo, faccio una premessa. L'amore è soprattutto armonia. Argento è la dimostrazione di come l'amore possa manifestarsi in varie maniere. L'intera sua produzione cinematografica è un atto d'amore. La sua esperienza cinematografica ha anche risvolti eccitanti, persino sensuali. E' per questo che il pubblico ama così tanto Dario e i suoi film. Sono partito esattamente da questo pensiero per interpretare il mio ruolo. Le donne che uccido, nel film, non sono altro che l'oggetto di un modo diverso di amare. E il killer quando le uccide, compie, a suo modo, un atto d'amore”.

Quale film di Argento, escludendo “La terza madre”, ti è piaciuto di più?
“Sicuramente "Profondo rosso". Quando lo vidi, riconobbi subito in Dario un vero genio”.

Hai avuto modo di visionare “La terza madre” a montaggio ultimato ?
“Attendo anch’io di vederlo al cinema, come uno spettatore qualsiasi. Mi piacerebbe vestirmi esattamente come il mio personaggio del film, indossando lo stesso cappotto e, magari, sedermi, in sala, accanto ad una signora di mezza età. E durante le scene più cruente del film, girarmi verso di lei offrendole, con un sorriso, dei pop-corn...”.

Progetti per il tuo futuro artistico?
“Io non ho una vera e propria carriera artistica. Così come gli angeli si lasciano guidare e trasportare da un grande disegno divino. Mi piacerebbe continuare ad incontrare grandi attori, musicisti, scenografi, registi, produttori. Essi esercitano un grosso fascino su di me e rappresentano un grande stimolo per la mia personalità artistica...”

E se Argento ti chiedesse ancora di partecipare ad un suo progetto cinematografico, cosa risponderesti?
“Non avrei dubbi. Con tutto il mio cuore, gli risponderei di "sì"!”


 
 
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