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INTERVISTA A SIMON BOSWELL

Simon Boswell è un musicista-sperimentatore. Ed un eccelso compositore di colonne sonore per film. La sua collaborazione con Argento è iniziata con "Phenomena", ma fra i due si è instaurato un solido rapporto di amicizia e collaborazione, tanto che lo stesso Argento non ha avuto problemi ad accettare di partecipare in prima persona ad un cameo nel suo ultimo videoclip.

Simon, qual è stata la tua formazione musicale e come ti sei avvicinato alla carriera di compositore di colonne sonore?
Suono il piano dall'età di cinque anni.Sono stato subito attratto dagli autori classici, come Bach, Mozart e Chopin. Poi, all'età di 12 vidi per la prima volta suonare in TV Jimi Hendrix e fu per me un colpo di fulmine. Decisi di abbandonare il piano pensando che sarebbe stato più "cool" mettermi a suonare la chitarra. Grazie all'aiuto di mio fratello trovai che con essa riuscivo ad esprimere al meglio la mia personalità. Sapendo inoltre leggere la musica su spartito fui facilitato a comporre i miei primi brani. In me c'è sempre stato questo duplice aspetto. Da una parte il pianista classico, dall'altro il chitarrista rock. Penso di essere riuscito a trasferire questa mia doppia personalità musicale nelle mie colonne sonore, a trasformarla in un elemento creativo, forse l'aspetto che più ha colpito della mia musica e che ha caratterizzato la mia intera carriera.

Come mai ti senti così attratto dalla "colonna sonora"?
Quella del commento cinematografico è un'area dove puoiavere un budget decente per poter sperimentare, sia che si disponga di un'orchestra, sia che si utilizzino le moderne tecnologie. Ogni film fa storia a sé, così ogni volta disponi della sufficiente freschezza d'ispirazione e percepisci che le cose sono in qualche modo diverse. Tutto questo si svolge al massimo in un paio di mesi. Proprio per questo, il film, secondo me, è realmente la più importante forma d'arte contemporanea. Niente è mai del tutto prestabilito. La creatività è continuamente messa alla prova.

Phenomena è stata la tua prima importante colonna sonora. Puoi parlarci di questa esperienza?
Quando cominciai a lavorare con Dario Argento, non avevo idea di che cosa fosse richiesto ad un compositore per una OST. Sono stato fortunato perchè ho incontrato lui che è un regista molto aperto alle innovazioni e alla sperimentazione. Oltre a riservare una grande attenzione alla musica e al rapporto diretto con i musicisti. Dario non voleva delle musiche tradizionali ed io, proprio in quel periodo, stavo tra l'altro producendo una band post-punk, i Sex Gang Children. Così gli feci ascoltare la voce di Andi, che sembrava sposarsi incredibilmente con le immagini di quell'horror. Dario apprezzò questo nuovo tipo di accostamento ad un suo film e decise che sarebbe andato bene. Ricordo cheArgento ne fu talmente entusiasta che pronunciò più volte, durante l'ascolto, la parola "splendido!" Fu un momento di grande gratificazione professionale ed artistica per me. Mi sento molto fortunato, ed un po' privilegiato per aver avuto questa grande possibilità ad inizio carriera.

A proposito di Dario Argento. Come è avvenuto l'incontro con il maestro?
Fu il mio agente, Vincent Messina, a presentarci a Roma. Credo fosse il 1985 o giù di lì…

Quali strumenti hai utilizzato in "Maggots", uno dei brani più insoliti di Phenomena e come sei riuscito ad ottenere quegli effetti così terrificanti?
Se non ricordo male, inserii un "sample" con un violoncello su una base di tastiere. E poi molti effetti sovra incisi.
Non è stato particolarmente complicato; è un brano tutto sommato semplice, ma che applicato alle particolari atmosfere di quel film, ad un buon montaggio e a quella inquietante trama ti dà quasi la sensazione di avere gli insetti che ti camminano sottopelle.

Sei stato anche autore di altre colonne sonore per film horror. A cosa credi sia dovuta questa tua attrazione verso questo particolare genere di musica e di film?
Se devo essere sincero non ne ho la più pallida idea. Il fatto che abbia incontrato e conosciuto Dario Argento è da imputare al caso, ma dalla mia personale esperienza ho imparato che dei fatti che possono sembrare coincidenze sono spesso il risultato di una spinta inconscia verso ciò a cui si aspira. Ovviamente credo di avere una affinità ed una predisposizione naturale verso questo genere diatmosfere e sono particolarmente abile a cacciarmi in situazioni un po' tetre e paurose, tanto che mi viene naturale scrivere musica al servizio dell'horror. Un po' come Dario, credo.

Tu hai iniziato con Dario Argento, ma poi ha composto colonne sonore per molti altri film e importanti registi come Boyle e Jodorowsky. Che differenza hai notato fra loro?
Jodorowsky mi ha sempre spinto a fare qualcosa di diverso, verso sonorità estremamente violente e poco convenzionali. Per quanto riguarda Danny Boyle, lui talvolta ha usato per i suoi film brani pre-esistenti come in Trainspottin, una scelta che personalmente non mi ha entusiasmato. Però ho avuto il piacere di lavorare con lui in Piccoli omicidi tra amici ed è stata una esperienza davvero molto divertente.

Su Jodorowsky c'è da dire che sei stato l'autore della colonna sonora di un suo film molto controverso Santa Sangre, con quale hai spaziato da uno stile musicale locale, il tradizionale Mexican mariachi, alla musica di Stravinsky. Come giudichi, a distanza di tanti anni, quel tuo lavoro
così eclettico?
Santa Sangre rimane uno dei miei film preferiti. Non perchè ne abbia composto le musiche, ma in quanto lo reputo davvero un lavoro di alto spessore artistico e giudico Alejandro un genio, un grande talento della cinematografia. Ci tenne a mostrarmi alcuni giornalieri del film, per farmi subito entrare nello spirito di questo suo lavoro. Mi ha dato piena autonomia ed ha lasciato che fossi guidato solo dal mio istinto. Tra l'altro è un musicista anche lui…

Qualcuno ti giudica un compositore "trasversale", perchè sei riuscito ad attraversare, con le tue musiche, con disinvoltura, ogni tipo di genere cinematografico, gettandoti in progetti molto diversi fra loro. E' una cosa che risulta facile ad un compositore e musicista?
Mi risulterebbe difficile il contrario. Penso che, se non mi fosse stata data la possibilità di affrontare generi diversi, sarei impazzito. Immagina cosa sarebbe sfornare a ripetizione progetti, simili fra loro, uno dietro l'altro, come in una catena di montaggio. Non penso sarei stato in grado di sopportare questo tipo di routine nel mio lavoro.

Dario Argento per la prima volta ha accettato di partecipare in vesti di "attore" ad un video musicale. Si tratta del video-clip di un brano del tuo ultimo album, "Close your eyes". Come sei riuscito a convincerlo?
Gliel'ho semplicemente chiesto e lui mi ha risposto di sì. Oltretutto Richard Stanley, che ha diretto il video conosce anche lui Dario e questo ha sicuramente aiutato. Dario, poi, è stato incredibilmente simpatico e paziente durante le riprese.

Grazie e in bocca a lupo per la tua carreira.
Grazie a voi tutti.

Per gentile concessione di "colonnesonore.net"


 
 
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