| INTERVISTA
A NICOLA PECORINI Nicola
Pecorini, oggi stimato Direttore della fotografia,
a livello internazionale, ha iniziato la sua carriera
professionale come operatore di ripresa, utilizzando
lui per primo in Italia, uno strumento, agli inizi
degli anni ottanta, decisamente innovativo, la
steadicam. E naturalmente, Dario Argento, da sempre
attento ai nuovi mezzi di ripresa, all'epoca non
si lasciò sfuggire l'occasione, chiamando Pecorini,
per alcune scene, particolarmente complesse, in
"Phenomena".
Come ha conosciuto
Dario Argento e come è iniziata la vostra fruttuosa
collaborazione?
Nell'ormai lontano 1983 fui chiamato, in veste
di operatore alla steadicam, per lavorare sul
film Phenomena...
Ma non era già cominciata
con "Tenebre", qualche anno prima? Molti
la accreditano come operatore della steadicam
in "Tenebre" ma nei titoli di coda del
film il suo nome non appare. Quali scene ha girato
con la steadicam in quel film?
Per quanto riguarda "Tenebre"; non sono
mai riuscito a capire la genesi di questo credito
immeritato. Ho anche provato a "correggere"
l'informazione su siti come "Imdb",
etc. ma non c'e' stato verso.
Come mai si ricorse
ad un uso così massiccio di questo tipo di camera?
L'utilizzo della Steadicam su "Phenomena"
era inizialmente pensato per pochi giorni, all'inizio
del periodo di riprese in Svizzera. Mi pare di
ricordare che Dario l'aveva pensata per ricreare
il punto di vista della mosca, in particolare
la mosca che guida Jennifer alla casa degli orrori.
Poi ci siamo conosciuti, abbiamo scoperto di avere
una certa sintonia visiva e alla fine trovai un
accordo (chiaramente a tutto vantaggio della produzione,
d'altra parte io ero molto eccitato dall'idea
di lavorare con Dario ) e feci molte piu' giornate
di quante fossero invece preventivate. Mi divertii
ed imparai moltissimo e tra me e Dario si instauro'
una solida amicizia basata sul "giocare"
(nel senso piu' propriamente ludico) con le immagini.
A questo proposito,
non crede che in "Phenomena" si ecceda
un po' con l'uso della steadicam, cioè che il
suo utilizzo non sia sempre stilisticamente motivato
ed appropriato?
No, non credo che su Phenomena si sia abusato
della steadicam. Come ho già detto Dario era sicuramente
intrigato dalle possibilita' offerte dallo strumento
ma al contempo essendo lui estremamente intelligente
e attento non direi che ne abbia abusato. Inoltre
avevamo a che fare con un certo ostracismo nei
confronti della steadicam da parte di Romano Albani
che non ne favoriva l'utilizzo perche' il muovere
tanto la macchina da presa gli "complicava"
la vita.
Dario argento da
sempre sperimentatore di nuove tecniche e strumenti
di ripresa ha creduto subito nelle potenzialità
offerte dan questo nuovo strumento di ripresa?
Se non ricordo male Dario conosceva molto poco
le possibilita' offerte dalla steadicam. In effetti
in quegli anni di steadicam ce ne erano, si e
no, tre in tutta Italia e quella in gestione a
Cinecitta' (mi pare di proprieta' dell'istituto
Luce) aveva non poco nuociuto alla reputazione
della Steadicam stessa.
Poi che successe?
Dopo 10 minuti che avevo indossato lo strumento
su Phenomena Dario se ne era gia' innamorato e
mi subissava di domande : puoi fare questo ? quello
? il contrario ? Mi colpi' moltissimo la sua curiosita',
come quella di un bambino avido di conoscenze.
Da quel giorno e' stato un continuo sperimentare
con le possibilita', per di piu' a quei tempi
inesplorate, offerte dalla steadicam. In effetti
eravamo un po' come bambini, alle prese con un
nuovo giocattolo. La cosa faceva non poco girare
le scatole a Romano Albani, complicando le sequenze
gli si complicava il lavoro e lui non apprezzava
! La stessa cosa avvenne qualche anno piu' tardi
su "Opera" con Ronnie Taylor.
Come sono
stati i suoi rapporti con il direttore della fotografia
Luciano Tovoli, che , se non sbaglio, ha avuto
modo di incontrare successivamente sul set di
"Titus", guarda caso un film che fotograficamente
vuole rifarsi ai film di Argento?
Tovoli non l'ho mai conosciuto personalmente.
Ci siamo solo scambiati una telefonata la mattina
del giorno che io sono stato licenziato da Titus;
licenziamento occorso per usura del mio rapporto
con la regista Julie Taymor. A questo proposito
servirebbe un discorso molto lungo, Julie era
alla sua prima esperienza cinematografica e per
una regista tanto celebrata e piena di se' le
difficolta' legate alla lavorazione di un film
( fattori climatici, logistici, il fatto che una
giornata e' fatta di determinate ore di luce solare,
etc.etc.) risultarono troppo da digerire e gestire.
Io non fui la sola "vittima" della sua
frustrazione: furono cambiati ben 5 aiuto registi,
3 segretarie di edizione, 3 fotografi di scena....
Quali sono stati
e quali sono i suoi rapporti con Argento e come
sono adesso?
I miei rapporti con Dario sono stati di grande
amicizia e complicita', posso dire con certezza
che quando abbiamo lavorato insieme ci siamo sempre
trovati sulla stessa lunghezza d'onda ed ho sempre
percepito una grande fiducia nei miei confronti,
non solo come operatore steadicam ma come "cinematografaro"
a tutto tondo, tanto che sia su "Opera"
che poi su "Due Occhi Diabolici" mi
affido' la seconda unita'. Nel 1993 io mi sono
trasferito negli USA e i miei rapporti con Dario
si sono molto rarefatti, ci si e' visti un paio
di volte in tutto e ogni tanto ci si parla, siamo
ancora in rapporti amichevoli ma non essendo piu'
finalizzati a "creare" sono molto piu'
distanti
E' vero che sul
set è una persona molto esigente con i suoi collaboratori
?
Assolutamente vero, ma e' ancora piu' esigente
con se stesso, per cui uno e' portato a dare il
meglio per eseere alla sua altezza.
Due anni dopo "Phenomena"
lei, in sequenza, ha collaborato a due film importanti
"L'ultimo imperatore" e "Opera",
con due registi Bertolucci ed Argento che hanno
iniziato insieme la loro carriera, firmando la
sceneggiatura di un capolavoro: "C'era una
volta il west" . Quale differenza ha notato
professionalmente e caratterialmente fra i due?
Innanzitutto devo confessare che nella mia grassa
ignoranza a quel tempo non sapevo che Dario e
Bernardo avessero scritto il film di Leone ( film
che e' uno dei miei preferiti di tutti i tempi).Per
venire alla domanda; Dario e Bernardo non potrebbero
essere piu' diversi. Entrambi sono molto istintivi
nell'affrontare un racconto ma mentre Dario si
lascia andare e segue visceralmente il suo istinto,
lavora di stomaco, Bernardo ha bisogno di digerire
ed analizzare il suo istinto, non si fida, pensa
che lavorare di puro stomaco possa essere pieno
di trabocchetti. Tanto che per tanti anni sul
set si portava dietro lo psicoanalista.
Da spettatore ritiene anche lei che l'ultima
parte di "Opera", quella che si rifà
apertamente a "Phenomena" sia, come
affermano molti fans del regista, un "parassita",
assolutamente inutile e ingiustificata e che,
in qualche modo costituisca il neo di quel film?
Non capisco perche' si rifaccia a Phenomena (solo
perche' siamo andati a girarla in Svizzera Non
mi pare sia sufficiente) Siamo andati a girarla
in svizzera semplicemente perche' la produzione
aveva interesse a girare qualcosa in Svizzera
( credo per questioni di accesso a certi finanziamenti
) e siccome io avevo lavorato per tre anni per
la Televisione Svizzera conoscevo benissimo quei
siti. Io e Soavi andammo in sopralluogo, proponemmo
le locations che piaquero a Dario e cosi' ci si
ritrovo' a girare nei dintorni di Airolo. Sono
d'accorso che il finale e' molto inorganico al
resto del film ma il parto di quelle sequenze
mi ricordo fu particolarmente travagliato. Dario
non riusciva a trovare un finale che lo soddisfacesse
Credo che alla fine si "accontento'"
di quello che alla fine e' stato montato semplicemente
perche' il film doveva finirlo, non poteva rimandarlo
continuamente. Ma dovreste chiedere a lui.
Qual è stato il suo apporto a quel piccolo
gioiello che è l'episodio de "Il gatto nero"
di "Due occhi diabolici"?
Ho lavorato a strettissimo contato con Dario,
forse anche perche' essendo in quel di Pittsburgh
lui non si era potuto portare tutti i suoi abituali
collaboratori ed io forse rappresentavo una sicurezza.
Ho un magnifico ricordo di quelle settimane, ci
divertimmo come matti ( e il buon Beppe Maccari
ne soffri' un poco, si sentiva tagliato fuori).
Ha collaborato in qualche modo all'episodio
di Romero?
No, per niente, ho a malapena conosciuto Romero.
I due episodi sono stati gestiti in maniera assolutamente
separata, prima ha girato Romero poi Dario, quando
abbiamo iniziato noi loro avevano gia' finito.
Proprio a proposito della lavorazione
di "Due occhi diabolici" c'è un piccolo
giallo ancora irrisolto. Lei oltre che operatore
di steadicam, viene accreditato come direttore
della seconda unità, insieme a Luigi Cozzi (fonte
IMDB.com). Ci può dire realmente come sono andate
le cose ed i rispettivi ruoli e compiti di ognuno
di voi in quel film? Ed è vero che Cozzi ha girato
la scena del sogno, ambientata nel medioevo?
Ne ha girata una parte, non tutta. Dario l'ha
iniziata ed impostata ma siccome eravamo in ritardo
sul piano di lavorazione l'ha lasciata finire
a Cozzi. Praticamente quella e' stato l'unico
contributo di Cozzi a Due Occhi Diabolici. Dovete
considerare che Dario ( almeno a quei tempi) era
circondato da una discreta corte di ammiratori/allievi
con un certo grado di ruffianeria, io ero l'elemento
estraneo, rompevo gli equilibri. In effetti l'unico
con cui mi ritrovai fu Michele Soavi, tanto che
con lui siamo ancora molto amici.Per tornare al
credito: tutte le scene col gatto, tutti i "fegatelli"
ed anche altre scene furono girate da me, sempre
con un grande controllo da parte di Dario ( se
fosse per lui non esisterebbe una second unita',
a lui piace controllare ed essere coinvolto in
ogni singolo fotogramma, sopratutto i "fegatelli").
Sempre a proposito di "Due occhi
diabolici" che sensazione le ha fatto riprendere
la stessa scena (e con lo stesso attore!) di Psico,
quella in cui Martin Balsam entra nella casa e
viene ripreso dall'alto della scalinata? Come
si è sentito a riprendere una scena entrata così
fortememente nell'immaginario collettivo?
Come dicevo prima la mia ignoranza in termini
cinematografici era abissale ( adesso ho fatto
qualche progresso) per cui per me l'emozione era
di lavorare con Mr. Balsam, il fatto che la stessa
inquadratura era in Psycho mi lasciava del tutto
indifferente.
Lei ha anche collaborato a due film,"La
chiesa" e "La setta" di Michele
Soavi, che è un allievo di Argento, ma caratterizzato
da una personalità altrettanto forte. Che differenza
c'è a lavorare con i due registi?
Con Michele siamo diventati proprio amici-amici.
Ci si vede spessissimo e si continua a dire che
prima o poi riusciremo ancora a lavorare insieme.
Poi per una ragione o per l'altra non se ne fa
mai niente, ma noi continuiamo a vederci e scambiare
idee e propositi.
Nicola Pecorini, oltre ad essere stato
uno dei primi operatori in Italia di steadicam,
è diventato uno stimato ed accreditato direttore
della fotografia, molto richiesto all'estero.
Se Argento la chiamasse in questa veste, per un
suo prossimo film, accetterebbe?
Eccome se accetterei ! il problema e' che Dario
non mi chiama... ci si era sentiti all'inizio
2006 per il progetto che ha appena finito di girare
ma poi e' sparito dal radar. Anche con Asia ogni
tanto ci si sente, si fanno altrettanti buoni
propositi e poi niente...ma la speranza e' sempre
l'ultima a morire.
Innegabile è stato l'apporto "sperimentale"
della steadicam nei film di genere degli anni
'80. Cosa e come ricorda quel periodo?
Ricordi tanti: sopratutto l'abuso della steadicam
perpetrato in quel periodo. E non solo nei film
di genere. D'altra parte e' naturale; quando arriva
un nuovo strumento ci vuole un po' di tempo per
capire esattamente che musica si puo' suonare
con il suddetto. Basta pensare all'abuso di zoomate
negli anni 60 !
darioargento.it
la ringrazia per la sua collaborazione e disponibilità.
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