| INTERVISTA
A KEITH EMERSON, AUTORE DELLA COLONNA SONORA DI
"INFERNO". Keith
Emerson è un mito vivente della storia del rock.
Talentuoso tastierista, virtuosistico fino all'eccesso,
si è cimentato per la prima volta con una colonna
sonora, proprio grazie all'invito rivoltogli nel
1979 da Dario Argento. Ne è scaturito un lavoro
eccellente, che si integra perfettamente e indissolubilmente
con le splendide immagini del film argentiano,
tanto da trasformarlo in una sorta di gigantesco
videoclip ante-litteram. Successivamente le loro
strade si sono nuovamente incrociate in occasione
dello score di un film prodotto da Argento, "La
Chiesa", anche se con risultati decisamente
meno memorabili. Abbiamo intervistato il famoso
musicista:
Parliamo del tuo rapporto con Dario Argento.
Che cosa ricordi del periodo che ti vide comporre
"Inferno"?
Era un periodo di grande popolarità in
Italia. Era appena uscito il doppio lavoro discografico
"Works" con Lake Palmer, un album ambizioso
che accrebbe la mia notorietà, soprattutto fra
i giovani. Dario, in particolare, oltre ad apprezzare
da tempo quel genere di musica, mi sembra, mi
avesse notato nel finale di una trasmissione ("Odeon
TV", ndr) in cui suonavo "Honky Tonky
Train Blues".
La sua richiesta di comporre la score
di "Inferno" fu, quindi, per te del
tutto inaspettata?
Non proprio. Anch'io avevo più volte
espresso, nel corso di interviste, il desiderio
di scrivere una colonna sonora per un film importante.
Diciamo che il nostro fu un incontro voluto dal
destino...
Quando ti chiese precisamente di comporre
la colonna sonora per il suo nuovo film?
Non ricordo bene, nè quando, nè in che
occasione. Non posso negare, comunque, di essermela
anche un po' cercata.
Diciamo che il suo invito andava nella mia stessa
direzione, sotto il profilo artistico e professionale.
E' per questo che ho fatto quel lavoro con così
tanto entusiasmo.
Infatti quella colonna sonora è fantastica.
Un classico a tutti gli effetti. Ma cosa significa
per un musicista estremamente libero come te,
irregimentarsi nelle partiture rigide di una colonna
sonora e nei ritmi dettati dal montaggio e dalle
sequenze imposta da un regista?
Beh, considera che già "Inferno",
come film è abbastanza insolito. Inizia che sembra
un film romantico, con lei che scrive una lettera
al fratello e poi viene fatta subito fuori. Un
film horror come se ne sono visti pochi. Scrivere
e orchestrare quella colonna sonora è stata una
grande prova per me, comunque molto libera e bizzarra.
Fu impegnativo, questo sì, ma tutto somato non
difficile. E sono davvero molto soddisfatto dei
risultati.
Concordiamo del tutto. Un saluto da "darioargento.it"
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