INTERVISTA
A CLAUDIO SIMONETTI
Claudio Simonetti non ha certo bisogno
di presentazioni. Un compositore e un musicista
che, pur cimentandosi in esperienze musicali diversissime
fra loro, ha da sempre mostrato una particolare
predisposizione ed attrazione per la colonna sonora.
Legando in maniera indissolubile la sua carriera
artistica a quella del maestro del brivido, il regista
Dario Argento.
Claudio, hai avvertito una maggiore responsabilità
nel comporre la colonna sonora di un film come LA
TERZA MADRE, che è, indubbiamente, una delle tappe
più importanti nella filmografia di Dario Argento?
Devo
ammettere che inizialmente ho avvertito una grande
responsabilità nel comporre le musiche de LA TERZA
MADRE soprattutto calcolando che era un film molto
atteso ed importante e che aveva già due illustri
precedenti: Suspiria e Inferno (tutti e due con
grandissime e famose colonne sonore). Superato
questo momento iniziale mi sono poi dedicato,
con grande entusiasmo e soddisfazione, completamente
a questo lavoro durato quasi 4 mesi tra preproduzione
e registrazione.
Cosa ti sei portato dietro
dell’esperienza di SUSPIRIA (il primo film della
trilogia delle tre madri) con i Goblin? Ti senti
ancora, un po’ come allora, una sorta di pioniere
e sperimentatore?
Questa volta ho messo da parte
il mio pionierismo anche perché oggi è difficile
percorrere nuove strade rispetto a 30 anni fa.
Anzi, questa volta, ho fatto un ritorno al passato.
Visti i miei studi al conservatorio sono tornato
al mio primo amore, la musica classica. Quindi
questa volta niente musica rock o elettronica
ma solo musica con grande orchestra e cori (anche
se ho infilato alcuni suoni elettronici qui e
là). Oltretutto, come potrai vedere, la tipologia
del film richiedeva proprio questo tipo di musica
e devo dire che anche Dario ha condiviso questo
pensiero con me al 100% fin dall’inizio. Siamo
tutti e due molto soddisfatti del lavoro anche
per missaggio finale del film che è stato fatto
a regola d’arte, con grande impegno. Pensa che
siamo stati un mese a Cinecittà per il mix.
C’è qualche riferimento
(musicalmente parlando) in questo tuo nuovo lavoro,
a quella storica esperienza?
Non c’è nessun
riferimento al passato, nessun richiamo nè alla
musica dei Goblin né a quella di Keith Emerson.
Forse c’è sicuramente qualche riferimento alla
musica classica del passato, d’altronde è anche
quella che ha condizionato quasi tutti gli attuali
musicisti di colonne sonore che provengono da
studi classici (John Williams, Jerry Goldsmith,
ecc.).
Anche INFERNO, a nostro
parere, è stata un’ottima colonna sonora. E il
film ne ha tratto sicuramente beneficio. Il fatto
di doverti confrontare con un personaggio-mito
della musica, Keith Emerson, un artista che, è
risaputo stimi molto, ti ha un po’ inibito durante
la fase creativa o è stato un ulteriore stimolo?
La colonna sonora
di INFERNO è bellissima e poi è stata scritta
da uno dei miei miti: Keith Emerson. Però, nonostante
questo, non mi sono affatto sentito inibito a
scrivere la musica de LA TERZA MADRE, anzi è stato
uno stimolo a fare del mio meglio. Ormai sono
molti anni che lavoro con Dario (questo è il 13°
film con lui) e ho acquistato molta più sicurezza.
Negli ultimi due anni, dopo IL CARTAIO, ho fatto
altri due film con Argento: JENIFER e PELTS della
serie americana MASTERS OF HORROR dove anche li
ho usato l’orchestra piuttosto che il gruppo rock
o l’elettronica. Ho avuto molte soddisfazioni
da Jenifer, oltretutto è stato l’episodio che
ha avuto più successo di tutta la serie, ha venduto
più di 1.100.000 DVD solo in USA.
Ti hanno visto più volte
sul set de LA TERZA MADRE, con una videocamera,
per “catturare” delle immagini e raccoglierne
le sensazioni da trasferire nel tuo nuovo lavoro.
E’ un metodo che hai utilizzato già in passato?
Andare sul set
mi piace molto. Però ho girato i miei “backstage
personali” solo per divertimento e per avere un
ricordo della lavorazione. In realtà filmare personalmente
il set non è che mi serva molto ai fini compositivi
mentre invece lo stare lì, vivere le emozioni
dal vivo ed entrare nello spirito del film, mi
ispira molto per la creazione della musica.
Passiamo ad analizzare
più da vicino questo tuo nuovo lavoro con Argento.
Innanzitutto parlaci dello stile. Sarà classicheggiante
(in JENIFER, ci sembra, avessi intrapreso felicemente
questa strada), etnico (come in SUSPIRIA, ma anche
in PELTS), hi-tech (come ne IL CARTAIO) o esplori
nuove sonorità, affacciandoti ad altri generi
musicali?
La musica de LA
TERZA MADRE è tutta classica. Ho usato un’orchestra
(la D.I.M.I. di Roma) formata da Archi, percussioni
e fiati e un coro (la NOVA LIRICA) di 18 elementi.
Ho usato anche qualche suono elettronico in qualche
brano ma molto poco rispetto al passato. Ho cercato
di scrivere e arrangiare l’orchestra in modo abbastanza
imponente, in stile “colossal” dei vecchi tempi.
Era una cosa che volevo fare già da tempo.
Quali strumenti predominano
in questa colonna sonora?
Già dai titoli di testa, con il
coro che canta: MATER LACRIMARUM, si capisce quale
possa essere poi la musica del film. Sicuramente
gli strumenti predominanti sono gli archi anche
se i fiati e le percussioni fanno la loro bella
figura...
Quanti brani hai composto
precisamente?
Il film è composto da 49 M (M è
il nome tecnico usato per definire un brano musicale
applicato ad una scena) e, diversamente da SUSPIRIA,
dove lo stesso brano veniva spesso ripetuto, qui
ogni scena ha la sua musica, diversa dalle altre
(anche se più o meno nello stesso stile). L’unico
brano differente dal resto della colonna è il
brano che ho scritto per i titoli di coda: MATER
LACRIMARUM, cantato da un illustre ospite: Dani
Filth (che ha anche scritto il testo), il cantante
dei Cradle of Filth.
E quanti ne sono stati
inseriti nel film?
Tutti!
Qual è stato l’apporto
di Dario? Ti ha dato delle direttrici ben precise
o hai avuto ampia libertà?
Di solito parlo della musica con Dario
anche prima che lui inizi a girare il film. Questa
volta gli ho proposto come stile la musica classica
con qualche sonorità elettronica e lui è stato
subito d’accordo dopodiché mi ha lasciato carta
bianca come ormai succede da anni. Non abbiamo
mai avuto disaccordi e Dario mi ha sempre dato
la sua fiducia e, fortunatamente, è sempre andato
tutto bene. D’altronde fin dall’inizio tutto è
partito alla grande.
Qual è stata la reazione
di Argento quando ha ascoltato per la prima volta
il tuo nuovo lavoro?
A Dario è subito
piaciuto il lavoro e lo stile che avevo dato alla
musica per il suo film e a parte qualche suo suggerimento
e qualche modifica è rimasto tutto così come lo
avevo registrato. Sono stato molto contento per
i suoi complimenti alla fine del lavoro. E’ proprio
molto soddisfatto, d’altronde anche per lui questo
è un film molto importante e la musica doveva
anche questa volta avere un ruolo determinante.
I ragazzi dei Daemonia
ti hanno dato una mano durante le registrazioni?
Solo per i titoli
di coda dove ho voluto cambiare lo stile della
musica del film mettendo un brano rock sinfonico.
Se dovessi confrontare
questo film con i due precedenti della trilogia
argentiana, come lo definiresti?
Sicuramente è un grande ritorno
di Dario, che conclude molto bene la trilogia.
Ha cercato di dare un taglio diverso dai soliti
al film. Non ha voluto ripetersi e non ha volutamente
fatto riferimenti ai suoi due precedenti film
(e di conseguenza ho fatto la stessa cosa con
la musica). Poi, dopo averlo visto 30 o 40 volte,
non posso più esprimere un giudizio obiettivo
che non sia di parte. Comunque è un film molto
ricco e suggestivo e mi piace molto (senza voler
fare paragoni con i suoi precedenti).
Sembra che tu sia arrivato
ad una svolta professionale. Le due colonne sonore
(non ancora pubblicate) della serie MASTERS OF
HORROR ti hanno dato ulteriore fama internazionale
e si sente che sono opera di un musicista maturo
e che ha acquisito una grossa sicurezza tecnico-artistica.
Ritieni che LA TERZA MADRE sarà decisiva per questa
tua svolta?
Penso e spero proprio di si!
Secondo Giorgio Gaslini
il cinema è la più importante scuola per un musicista.
Concordi con la sua affermazione? E ritieni che
la colonna sonora sia ancora terreno fertile per
proporre qualcosa di musicalmente nuovo?
Gaslini ha proprio ragione. Scrivere
musica per il cinema ti apre la mente e ti dà
la possibilità di spaziare in vari generi. E’
sicuramente l’esperienza più bella e gratificante
che un musicista possa fare!
Grazie. Ed in bocca al
lupo per la tua carriera.
Grazie a voi!
Per gentile concessione di "colonnesonore.net"
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