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Ecco
la descrizione di alcune scene:
- Sarah Mandy (Asia Argento) negli anfratti e
nei meandri delle catacombe. Argento ci offre
un affascinante piano sequenza, senza stacchi,
della durata di ben 4 minuti e 10, probabilmente
il più lungo da lui finora girato (quello che
precede l'omicidio delle due lesbiche, in "Tenebre",
durava "solo" due minuti e mezzo); rappresenta
una delle scene tecnicamente più riuscite del
film.
- Sarah e l'amica, Giselle (Coralina Cataldi Tassoni)
aprono una misteriosa urna. Sarah si allontana
dalla stanza per consultare dei libri e poter
meglio comprendere il significato degli oggetti
simbolici contenuti in essa. Improvvisamente fa
il suo ingresso un'inquietante scimmietta che
emette dei versi molto strani ed alcuni seguaci
di "Mater Lacrimarum", si calano dall'alto
con delle corde, elemento assai simbolico. Dapprima
stordiscono Giselle, poi cominciano a torturarla,
conficcandole un attrezzo meccanico che le divarica
la bocca facendole saltare tutti i denti. Infine,
come un branco di bestie feroci, le si avventano
contro, finendola brutalmente. Sarah, impotente
di fronte a tanta ferocia, non può fare altro
che fuggire. Interviene in suo aiuto, lo spirito
di sua madre, Elisa, una strega bianca uccisa
da "Mater Tenebrarum".
- Il detective Enzo Marchi (Christian Solimeno),
apparentemente dalla parte di Sarah, appare, ad
un certo punto, totalmente posseduto dalla forza
malefica di Mater Lacrimarum. I due sono soli
in casa e Sarah si accorge che l’uomo tenta di
nasconderle una ferita all'altezza della gola.
La ragazza gli si avvicina per capire che cosa
gli sia successo e per poterlo soccorrere, ma
lui la respinge. Subito dopo l'uomo si lascia
cadere su un divano, mostrando uno squarcio al
collo da cui schizza sangue insieme a brandelli
di carne. Blatera delle frasi con cui invoca il
potere della “Mater Lacrimarum” e ritrova la forza
di rialzarsi per uccidere Sarah. La ragazza, prontamente,
gli versa addosso dell'alcol e gli dà fuoco. Ma
l'uomo, nonostante tutto, continua ad inseguirla.
E, ancora una volta, l'intervento dello spirito
benefico della madre di Sarah, Elisa, riesce provvidenzialmente
a trarla in salvo, trascinando con sé l'invasato.
- Padre Johannes (Udo Kier) viene aggredito da
una adepta di Mater Lacrimarum, che lo fa a pezzi
con un'ascia. Marta (Valeria Cavalli), amica di
Sarah, con facoltà paranormali e che l'aiuterà
ad entrare in contatto con lo spirito della madre,
assiste con lei, all’atroce assassinio. Dopo aver
più volte inveito contro il corpo del sacerdote,
ormai privo di vita, l'adepta invocando la madre
delle lacrime, si suicida tagliandosi la gola.
Le due ragazze, fuggono, ma fuori vengono assalite
da decine di settari che tentano di ucciderle.
Fortunatamente riescono ad entrare in auto e ad
abbandonare quel terribile posto.
- Marta ed Elga (Silvia Rubino) accolgono Sarah
nella loro casa. Marta, la sensitiva, grazie ad
un incantesimo, riesce a far materializzare, davanti
a Sarah lo spirito celeste di sua madre. Sarah
urla, piange e ringrazia la sua amica per quanto
ha visto. Arriva la notte e Sarah si addormenta.
Il suo sonno nervoso viene turbato da strani rumori.
Si gira e, alla sua destra, appare improvvisamente
una figura demoniaca. Ma era solo un altro incubo.
Ora che è davvero sveglia, Sarah, si alza e si
accinge ad entrare in un’altra stanza. In camera
da letto, intanto, ci sono Marta ed Elga che fanno
l'amore. Sarah assiste nuovamente all’ingresso
della terribile scimmietta. E vede le corde scendere
dall'alto. Intuisce che la Mater Lacrimarum si
sta preparando all’ennesimo massacro e si precipita
fuori dalla casa. Entra in una cabina telefonica
e cerca di avvertire telefonicamente le due amiche
di quanto sta per compiersi a loro insaputa. Ma
è già troppo tardi. Uno strano individuo con il
cappotto (Clive Richie), probabilmente il più
violento degli adepti della Mater, ha già fatto
ingresso nella casa e solleva la cornetta del
telefono emettendo un urlo inquietante. Subito
dopo aggredisce le due ragazze. Dopo aver stordito
Marta, trafigge Elga, con un coltello all'altezza
del capezzolo e l'acceca con un arnese a due punte.
Poi passa ad occuparsi della sensitiva, trafiggendola
parzialmente con un palo. E’ a questo punto che
fa l’ingresso “Mater Lacrimarum”, che si avvicina
alla ragazza agonizzante nutrendosi delle sue
ultime lacrime. Poi ordina all’uomo di ucciderla.
Il resto, al cinema...
Curiosità…
Idealmente la sceneggiatura de "La
terza madre" nasce nel periodo immediatamente
successivo alle riprese de "Il Cartaio".
Argento già progettava l’ultimo capitolo della
trilogia delle Tre Madri e, rinchiudendosi in
una casa al mare, aveva cominciato ad abbozzare
una storia e una parte della sceneggiatura.
Successivamente, però, la stesura della sceneggiatura
definitiva, di circa un centinaio di pagine ,viene
portata avanti dallo stesso Argento, in collaborazione
con Jane Anderson e Adam Gierasch (conosciuti
in America, durante la lavorazione di "Masters
of horror"), con il suo collaboratore Walter
Fasano e Simona Simonetti, sorella del musicista
Claudio.
Le riprese, nonostante il film sia ambientato
solo a Roma, sono avvenute in tre città: a Roma,
a Torino (nel cosiddetto "quadrilatero romano")
e a Terni (negli studi di Cinecittà). Sono durate
circa due mesi, fino alla metà di dicembre 2006.
Il film è caratterizzato da atmosfere cupe, una
fotografia scura ed inquietante e moltissimi interni,
soprattutto in musei, pinacoteche (in primis,
l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino),
chiese, abbazie, case antiche.
L'urna che si vede nel film contiene un pugnale,
una veste sacrificale e tre feticci demoniaci.
Durante le riprese si è assistito all'ingresso
di tre uomini travestiti da demoni che indossavano
tute con finte muscolature, guanti riproducenti
mani con artigli e maschere di teschi con pezzi
di carne.
Il lungo piano sequenza senza stacchi del film
è stato provato a lungo, un sabato pomeriggio,
con le macchine da presa spente, per poi essere
realizzato il lunedì successivo. E’ stato girato
ben cinque volte, viste le evidenti difficoltà
tecniche incontrate. Soprattutto a livello di
fotografia ed illuminazione. Delle cinque, quella
che sembrava la più perfetta è, però, stata eliminata,
per un inconveniente tecnico: la pellicola è terminata
qualche secondo prima che l’azione si completasse.
I due sceneggiatori Jane Anderson e Adam Gierasch
sono stati quasi sempre presenti sul set, durante
le varie fasi della lavorazione.
L'inquietante scimmietta che appare in alcune
sequenze e che è, nel film, premonitrice di morte,
si chiama, "Arb".
Per le musiche è stata utilizzata una grande orchestra
sinfonica (Orchestra D.I.M.I.) con il coro di
voci liriche del Teatro dell'Opera di Latina.
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