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--- La terza madre (2007)

















 
LA TERZA MADRE - DIARY

VENTIDUE MINUTI DI AUTENTICO … TERRORE!

Sono stati presentati all'ultima edizione del Festival di Cannes, ben oltre venti minuti di sequenze in anteprima, dell'ultima opera cinematografica di Dario Argento, "La terza madre" che va a concludere la celeberrima trilogia di "Suspiria" e "Inferno".
Ventidue minuti, per l'esattezza, di autentico terrore, di cupe ed arcane atmosfere, di incredibile ferocia e grande libertà espressiva.

 

Ecco la descrizione di alcune scene:

- Sarah Mandy (Asia Argento) negli anfratti e nei meandri delle catacombe. Argento ci offre un affascinante piano sequenza, senza stacchi, della durata di ben 4 minuti e 10, probabilmente il più lungo da lui finora girato (quello che precede l'omicidio delle due lesbiche, in "Tenebre", durava "solo" due minuti e mezzo); rappresenta una delle scene tecnicamente più riuscite del film.

- Sarah e l'amica, Giselle (Coralina Cataldi Tassoni) aprono una misteriosa urna. Sarah si allontana dalla stanza per consultare dei libri e poter meglio comprendere il significato degli oggetti simbolici contenuti in essa. Improvvisamente fa il suo ingresso un'inquietante scimmietta che emette dei versi molto strani ed alcuni seguaci di "Mater Lacrimarum", si calano dall'alto con delle corde, elemento assai simbolico. Dapprima stordiscono Giselle, poi cominciano a torturarla, conficcandole un attrezzo meccanico che le divarica la bocca facendole saltare tutti i denti. Infine, come un branco di bestie feroci, le si avventano contro, finendola brutalmente. Sarah, impotente di fronte a tanta ferocia, non può fare altro che fuggire. Interviene in suo aiuto, lo spirito di sua madre, Elisa, una strega bianca uccisa da "Mater Tenebrarum".

- Il detective Enzo Marchi (Christian Solimeno), apparentemente dalla parte di Sarah, appare, ad un certo punto, totalmente posseduto dalla forza malefica di Mater Lacrimarum. I due sono soli in casa e Sarah si accorge che l’uomo tenta di nasconderle una ferita all'altezza della gola. La ragazza gli si avvicina per capire che cosa gli sia successo e per poterlo soccorrere, ma lui la respinge. Subito dopo l'uomo si lascia cadere su un divano, mostrando uno squarcio al collo da cui schizza sangue insieme a brandelli di carne. Blatera delle frasi con cui invoca il potere della “Mater Lacrimarum” e ritrova la forza di rialzarsi per uccidere Sarah. La ragazza, prontamente, gli versa addosso dell'alcol e gli dà fuoco. Ma l'uomo, nonostante tutto, continua ad inseguirla. E, ancora una volta, l'intervento dello spirito benefico della madre di Sarah, Elisa, riesce provvidenzialmente a trarla in salvo, trascinando con sé l'invasato.

- Padre Johannes (Udo Kier) viene aggredito da una adepta di Mater Lacrimarum, che lo fa a pezzi con un'ascia. Marta (Valeria Cavalli), amica di Sarah, con facoltà paranormali e che l'aiuterà ad entrare in contatto con lo spirito della madre, assiste con lei, all’atroce assassinio. Dopo aver più volte inveito contro il corpo del sacerdote, ormai privo di vita, l'adepta invocando la madre delle lacrime, si suicida tagliandosi la gola. Le due ragazze, fuggono, ma fuori vengono assalite da decine di settari che tentano di ucciderle. Fortunatamente riescono ad entrare in auto e ad abbandonare quel terribile posto.

- Marta ed Elga (Silvia Rubino) accolgono Sarah nella loro casa. Marta, la sensitiva, grazie ad un incantesimo, riesce a far materializzare, davanti a Sarah lo spirito celeste di sua madre. Sarah urla, piange e ringrazia la sua amica per quanto ha visto. Arriva la notte e Sarah si addormenta. Il suo sonno nervoso viene turbato da strani rumori. Si gira e, alla sua destra, appare improvvisamente una figura demoniaca. Ma era solo un altro incubo. Ora che è davvero sveglia, Sarah, si alza e si accinge ad entrare in un’altra stanza. In camera da letto, intanto, ci sono Marta ed Elga che fanno l'amore. Sarah assiste nuovamente all’ingresso della terribile scimmietta. E vede le corde scendere dall'alto. Intuisce che la Mater Lacrimarum si sta preparando all’ennesimo massacro e si precipita fuori dalla casa. Entra in una cabina telefonica e cerca di avvertire telefonicamente le due amiche di quanto sta per compiersi a loro insaputa. Ma è già troppo tardi. Uno strano individuo con il cappotto (Clive Richie), probabilmente il più violento degli adepti della Mater, ha già fatto ingresso nella casa e solleva la cornetta del telefono emettendo un urlo inquietante. Subito dopo aggredisce le due ragazze. Dopo aver stordito Marta, trafigge Elga, con un coltello all'altezza del capezzolo e l'acceca con un arnese a due punte. Poi passa ad occuparsi della sensitiva, trafiggendola parzialmente con un palo. E’ a questo punto che fa l’ingresso “Mater Lacrimarum”, che si avvicina alla ragazza agonizzante nutrendosi delle sue ultime lacrime. Poi ordina all’uomo di ucciderla.
Il resto, al cinema...

Curiosità…

Idealmente la sceneggiatura de "La terza madre" nasce nel periodo immediatamente successivo alle riprese de "Il Cartaio". Argento già progettava l’ultimo capitolo della trilogia delle Tre Madri e, rinchiudendosi in una casa al mare, aveva cominciato ad abbozzare una storia e una parte della sceneggiatura.

Successivamente, però, la stesura della sceneggiatura definitiva, di circa un centinaio di pagine ,viene portata avanti dallo stesso Argento, in collaborazione con Jane Anderson e Adam Gierasch (conosciuti in America, durante la lavorazione di "Masters of horror"), con il suo collaboratore Walter Fasano e Simona Simonetti, sorella del musicista Claudio.

Le riprese, nonostante il film sia ambientato solo a Roma, sono avvenute in tre città: a Roma, a Torino (nel cosiddetto "quadrilatero romano") e a Terni (negli studi di Cinecittà). Sono durate circa due mesi, fino alla metà di dicembre 2006.

Il film è caratterizzato da atmosfere cupe, una fotografia scura ed inquietante e moltissimi interni, soprattutto in musei, pinacoteche (in primis, l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), chiese, abbazie, case antiche.
L'urna che si vede nel film contiene un pugnale, una veste sacrificale e tre feticci demoniaci.

Durante le riprese si è assistito all'ingresso di tre uomini travestiti da demoni che indossavano tute con finte muscolature, guanti riproducenti mani con artigli e maschere di teschi con pezzi di carne.

Il lungo piano sequenza senza stacchi del film è stato provato a lungo, un sabato pomeriggio, con le macchine da presa spente, per poi essere realizzato il lunedì successivo. E’ stato girato ben cinque volte, viste le evidenti difficoltà tecniche incontrate. Soprattutto a livello di fotografia ed illuminazione. Delle cinque, quella che sembrava la più perfetta è, però, stata eliminata, per un inconveniente tecnico: la pellicola è terminata qualche secondo prima che l’azione si completasse.

I due sceneggiatori Jane Anderson e Adam Gierasch sono stati quasi sempre presenti sul set, durante le varie fasi della lavorazione.

L'inquietante scimmietta che appare in alcune sequenze e che è, nel film, premonitrice di morte, si chiama, "Arb".

Per le musiche è stata utilizzata una grande orchestra sinfonica (Orchestra D.I.M.I.) con il coro di voci liriche del Teatro dell'Opera di Latina.

 
 
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