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--- dal 1940 al 1968 

--- dal 1969 al 1972

--- dal 1973 al 1977

--- dal 1980 al 1987 

--- dal 1989 al 2001 

--- dal 2004 al 2007

 

BIOGRAFIA

1989
Intanto A. cerca di mettere in cantiere il terzo capitolo di "Demoni", ma il nuovo distributore, impone un film del tutto slegato dai due capitoli precedenti e prodotti da altri, per cui si opta per una storia nuova e completamente autonoma. Il film, diretto da Michele Soavi, altro fedele collaboratore di Argento, si intitola "La Chiesa" ed ottiene un buon successo internazionale.


1990
A. gira insieme all’amico George A. Romero, "Due occhi diabolici", un film composto da due episodi autonomi, ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe. Il film, ambientato negli Stati Uniti, segna l’inizio della parentesi americana di A.. La lavorazione sarà contrassegnata da qualche problema produttivo e alcune momentanee incomprensioni fra i due amici registi e il film non riuscirà a raggiungere il successo sperato. Sul fronte critico, invece, A. ottiene una maggiore considerazione, soprattutto in Italia, dove la critica non era mai stata tenera nei suoi confronti.

1991

Nuova produzione di A. Si tratta de “La setta”, un film passato, dopo una serie di complesse vicende produttive, nelle mani del solito Michele Soavi. Intanto, proprio in questo periodo, A. realizza un nuovo spot pubblicitario, quello per "Gled Pyramid", la cui impeccabile realizzazione tecnica, viene premiata, con un ambìto riconoscimento da parte degli addetti ai lavori.

1993
Nuovo film per A. negli Stati Uniti. Si tratta di “Trauma”, per il cui ruolo di protagonista A. sceglie sua figlia, Asia. Il film è un tentativo di portare il cinema di A., in particolare “Profondo rosso”, in un contesto ambientale diverso, come quello americano. Una sorta di velato remake del suo capolavoro. L'interpretazione di Asia risulta molto convincente.

1996
Dopo tre anni A. gira “La sindrome di Stendhal”, un film complesso, ma sicuramente interessante per molti aspetti. A metà strada fra la voglia di rimettersi in gioco e di sperimentare, da un lato e il ricorrere al passato, alla classicità, anche nelle sue rassicuranti forme, dall’altro. Concepito anche questo, inizialmente, come un progetto da ambientare negli Stati Uniti, diventa, al contrario, un film molto italiano nella caratterizzazione dei luoghi. Asia, ancora una volta protagonista, è messa a dura prova con una interpretazione ambigua e sottilmente “psicologica".

1997
Intanto A. produce “MDC – La maschera di cera”, che avrebbe dovuto essere diretto da Lucio Fulci, uno dei registi “di genere” italiani più noti all’estero,ma che, a causa della sua malattia e della sopraggiunta morte, viene affidato ad un altro collaboratore di A., Sergio Stivaletti.

1998
A. gira il suo adattamento cinematografico del romanzo di Gaston Leroux, “Il fantasma dell’opera”, omaggio ad una storia che lo ha sempre impressionato sin dall’infanzia. La sua personale rivisitazione, però, convince poco sia critica, che pubblico.

2001
Dopo un paio d’anni A. decide di optare per il “ritorno” al suo vecchio stile. Torna, infatti, a girare Torino, riproponendo le atmosfere di alcune sue opere e recuperando alcune grandi intuizioni registiche del passato. il suo nuovo film è "Non ho sonno".

 
 
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