--- dal 1940 al 1968
--- dal 1969 al 1972
--- dal 1973 al 1977
--- dal 1980 al 1987
--- dal 1989 al 2001
--- dal 2004 al 2011
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BIOGRAFIA
1969
E’ un anno decisivo per la sua carriera. Oltre
a collaborare alla sceneggiatura di “Metti una
sera a cena” con Giuseppe Patroni Griffi e a
quella de “L’esercito dei cinque uomini”, A.
termina la stesura de “L’uccello dalle piume
di cristallo”, con l’idea di voler dirigere
il film. Ma i produttori non si fidano, A. non
ha esperienza con la macchina da presa e i rischi
di far dirigere un film a un regista troppo
giovane sono alti. Presto A. crea con suo padre
una società di produzione, la S.E.D.A. Spettacoli
con la quale riesce finalmente ad avviare il
suo progetto cinematografico. Il film viene
girato in sei sole settimane e il regista riesce
a rispettare il budget stanziato dalla produzione.
Finalmente A. può dare sfogo alla propria libertà
creativa e artistica.
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1970
Il 19 febbraio il primo film diretto da A., “L’uccello
dalle piume di cristallo” viene proiettato in alcune
sale di Torino e Milano con risultati deludenti.
Ed anche a Roma non ha sorte migliore. Tuttavia
dopo alcuni giorni c’è una inaspettata inversione
di tendenza, il film sembra fare presa sul pubblico,
tanto da diventare, in breve tempo, un buon successo
commerciale, raggiungendo un incasso record per
l'epoca, di oltre un miliardo di lire. E' l'anno
della nascita di Fiore, la sua primogenita.
1971
L’anno successivo A. scrive e dirige, sulla scia
del successo de “L’uccello dalle piume di cristallo”
e della notorietà acquisita, una nuova pellicola
thriller, “Il gatto a nove code”, che esce nelle
sale italiane a febbraio e conferma l’attenzione
del pubblico per i lavori firmati dal giovane A..
Il film incassa ben 750 milioni di lire solo nelle
città capozona, piazzandosi tra i migliori incassi
della stagione. Nello stesso anno, il 17 dicembre,
esce “Quattro mosche di velluto grigio”, il suo
terzo film, che segna l’ingresso, per la prima volta,
del fantastico e dell’onirico nella logicità della
trama del thriller. Una vera e propria evoluzione/rivoluzione
nel genere, che lo distacca sempre più da facili
etichette e dalle decine di cloni che fioriscono
in questo periodo nel panorama cinematografico italiano.
A. comincia a ritagliarsi un ulteriore personalissimo
percorso e a prepararsi il terreno per la successiva
svolta di “Profondo rosso”. 1972
L'esperienza matrimoniale di A. si conclude. Il
regista sembra reggere con difficoltà i ritmi imposti
dal lavoro, difatti presto attraverserà una forte
crisi personale. Intanto la RAI accetta di produrre
una serie di quattro film per la TV curati e presentati
dallo stesso A., alla maniera della celeberrima
serie di Alfred Hitchcock. Uno dei quattro episodi,
“Il tram”, ricavato da una sequenza eliminata dalla
sceneggiatura originale de “L’uccello dalle piume
di cristallo”, è diretto dallo stesso A. con lo
pseudonimo di Sirio Bernadotte. La serie andrà in
onda, con successo (ed inevitabili polemiche) l’anno
successivo. A. aggiunge ulteriore popolarità alla
sua immagine di mago del thriller. |
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