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1956
Inizialmente A. non sembra mostrare una particolare predisposizione per il cinema,
ma una naturale attitudine ed interesse per la lettura e la scrittura.
Caratterialmente introverso e difficile, manifesta una forte personalità,
tanto che, durante gli anni del liceo, basterà una semplice incomprensione con una docente,
per indurlo ad abbandonare momentaneamente gli studi e scappar via di casa.
Si rifugia per circa un anno a Parigi dove vive un po’ alla giornata,
arrivando a fare addirittura il lavapiatti.
1957
Rientrato a Roma e terminati gli studi liceali, inizia a collaborare con alcuni giornali,“L’araldo dello spettacolo”
e “Il giornale dello spettacolo” occupandosi, di teatro, di cinema, di musica. E’ il periodo in cui A. inizia a
“nutrirsi” di cinema e le sue recensioni, in cui si schiera nettamente a favore di un cinema
“di genere”, soprattutto western e thriller, appaiono in aperta rottura con la critica ufficiale,
tanto da determinare una forte ostilità nei suoi confronti, la stessa con la quale dovrà fare i conti
successivamente, quando diventerà regista.
1961
Comincia a lavorare presso “Paese sera”, iniziando dalla tipografia, fino ad arrivare a scrivere, in qualità
di critico, per rubriche di cinema e spettacolo.
1967
La sua larga frequentazione delle sale romane e dell’ambiente cinematografico, gli procurano comunque
l’amicizia da parte di personalità di un certo rilievo e, intanto, A. inizia ad alternare la sua attività di critico,
sempre più saltuaria, con quella di sceneggiatore collaborando allo script di una serie di sceneggiature
cinematografiche che gli danno una maggiore solidità economica.
1968
E’ un periodo di grande fermento creativo per A. che firma diverse sceneggiature: “Cimitero senza croci”,
“La stagione dei sensi”, “La rivoluzione sessuale”, “Probabilità zero”, “Oggi a me... domani a te!”,
“Commandos”, “Comandamenti per un gangster”. Proprio in questo periodo, Sergio Leone, gli affida,
assieme al giovane Bernardo Bertolucci, la stesura del soggetto per il suo nuovo film.
Nasce “C’era una volta il west”, che si rivelerà una delle pellicole più importanti e più celebrate della storia
del cinema. |