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--- dal 1940 al 1968 

--- dal 1969 al 1972

--- dal 1973 al 1977

--- dal 1980 al 1987 

--- dal 1989 al 2001 

--- dal 2004 al 2011 

 

BIOGRAFIA

1940
Dario Argento nasce a Roma il 7 settembre; fin da piccolo respira "aria di cinema", difatti suo padre, Salvatore è un produttore e suo nonno distributore di film in Brasile; sua madre, Elda Luxardo, è una famosa fotografa al cui obiettivo si prestano i più importanti volti dello spettacolo italiano, da Sophia Loren a Gina Lollobrigida. Il piccolo Dario si trattiene spesso nello studio della madre e rimane fortemente affascinato da quelle figure femminili, dal gusto per l’illuminazione, dalla cura del dettaglio, dalle lunghe sedute per il trucco, tutte componenti che caratterizzeranno il suo cinema.


1956
Inizialmente A. non sembra mostrare una particolare predisposizione per il cinema, ma una naturale attitudine ed interesse per la lettura e la scrittura. Caratterialmente introverso e difficile, manifesta una forte personalità, tanto che, durante gli anni del liceo, basterà una semplice incomprensione con una docente, per indurlo ad abbandonare momentaneamente gli studi e scappar via di casa. Si rifugia per circa un anno a Parigi dove vive un po’ alla giornata, arrivando a fare addirittura il lavapiatti.

1957

Rientrato a Roma e terminati gli studi liceali, inizia a collaborare con alcuni giornali,“L’araldo dello spettacolo” e “Il giornale dello spettacolo” occupandosi, di teatro, di cinema, di musica. E’ il periodo in cui A. inizia a “nutrirsi” di cinema e le sue recensioni, in cui si schiera nettamente a favore di un cinema “di genere”, soprattutto western e thriller, appaiono in aperta rottura con la critica ufficiale, tanto da determinare una forte ostilità nei suoi confronti, la stessa con la quale dovrà fare i conti successivamente, quando diventerà regista.

1961
Comincia a lavorare presso “Paese sera”, iniziando dalla tipografia, fino ad arrivare a scrivere, in qualità di critico, per rubriche di cinema e spettacolo.

1967
La sua larga frequentazione delle sale romane e dell’ambiente cinematografico, gli procurano comunque l’amicizia da parte di personalità di un certo rilievo e, intanto, A. inizia ad alternare la sua attività di critico, sempre più saltuaria, con quella di sceneggiatore collaborando allo script di una serie di sceneggiature cinematografiche che gli danno una maggiore solidità economica.

1968
E’ un periodo di grande fermento creativo per A. che firma diverse sceneggiature: “Cimitero senza croci”, “La stagione dei sensi”, “La rivoluzione sessuale”, “Probabilità zero”, “Oggi a me... domani a te!”, “Commandos”, “Comandamenti per un gangster”. Proprio in questo periodo, Sergio Leone, gli affida, assieme al giovane Bernardo Bertolucci, la stesura del soggetto per il suo nuovo film. Nasce “C’era una volta il west”, che si rivelerà una delle pellicole più importanti e più celebrate della storia del cinema.
 
 
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